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Il Mister degli Ultimi Traguardi

02/02/2010       Autore Damiano Reverberi       sport/biancorossoverde     Voti (9):

Ridisegnare l’assetto tattico, rimotivare un gruppo allo sbando e centrare l’Europa che porta i soldi: non sarà facile per Alberto, detto Zac.


Il Mister degli Ultimi Traguardi

Bentornato a Torino, Zac. L’uomo della difesa a tre torna ad allenare nella città della Mole, a tre anni dall’esonero vissuto sulla sponda granata. L’uomo che ha vinto lo scudetto col Milan probabilmente più scarso degli ultimi 20 anni, che ha portato per la prima volta ai vertici del calcio italiano l’Udinese (cosa che non era riuscita neanche con Zico in campo all’inizio degli anni 80), che ha guidato formazioni blasonate come Inter e Lazio, trova finalmente squadra. Ma non avrà vita facile.

La Juventus -che lo ha scelto fino a Giugno- vuole la qualificazione alla Champions League, che insieme all’Europa League è l’unico traguardo ancora raggiungibile dopo gli errori e le delusioni della gestione Ferrara. E’ a questi due obiettivi che il tecnico romagnolo deve puntare, rimotivando un gruppo che sembra caduto in crisi irreversibile. La deludente prima uscita casalinga della Juventus di Zaccheroni con la disastrata Lazio di questo periodo non ha dato indicazioni, se non una: i problemi sono grossi, e sono tutti sul tappeto.

Da dove cominciare? In primis dalla disposizione tattica: un solo modulo -non duemila-, e idee molto chiare. Il 3-4-3 in bianconero? No, anzi forse, visto che è probabile un 3-4-fantasia, con Diego alle spalle delle due punte come faceva Boban dietro al tandem Bierhoff-Weah. Molto dipenderà dai giocatori, che hanno caratteristiche piuttosto valide ma al momento coperte dalla neve (e dalla nebbia).

Vediamo un po’: Buffon in porta, protetto da una linea a tre con Cannavaro esterno destro, Chiellini sinistro e Legrottaglie al centro. A metà campo possono giostrare tranquillamente in due tra Marchisio, Sissoko e Felipe Melo, con i primi due favoriti, che garantiscono interdizione e ripartenze, lasciando spazio a Salihamidzic (quando rientrerà) e a Grosso sulle corsie esterne. In avanti tutto
passa per i piedi del folletto brasiliano, che deve tornare a fare la differenza, come sembrava promettere nelle prime giornate di campionato. L’alternativa è Candreva, che ritroverebbe il ruolo che l’ha consacrato a Livorno. Le punte? Fate voi: sicuramente Iaquinta, jolly prezioso ed insostituibile per il lavoro sporco che è in grado di fare, accoppiato a uno tra Del Piero, Trezeguet e Amauri.

Punti deboli? Più di uno. A destra Camoranesi faticherà un po’ a coprire, ma finchè c’è Brazo Salihamidzic le cose dovrebbero funzionare. La difesa non è perfetta, ma con un uomo in più potrebbe correre meno pericoli, permettendo a Cannavaro di tornare al ruolo da marcatore e a Legrottaglie di ritrovare una maglia da titolare. Ora la palla passa al campo. Che come sempre sarà il giudice insindacabile del lavoro di Zaccheroni Alberto da Meldola.

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dreverberi@gmail.com

 

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