Aux Armes
16/03/2010
Duccio Fumero
sport/rugby-hour
Voti (17):
Lezione di Marsigliese: a Parigi l' Italia cede nettamente a una Francia formato Mondiale. I transalpini prenotano il trofeo, e solo l'Irlanda regge il ritmo.
Nulla da fare per gli azzurri di Nick Mallett allo Stade de France di Parigi, come da previsioni. Il 46 a 20 rimediato contro la Francia è fin troppo generoso nel mostrare la differenza tra le due squadre. Una Francia in grande forma non lascia scampo all'Italia, domina per 70' e solo nel finale si concede il lusso di rallenare e permettere agli azzurri di marcare due buone mete. Un passo indietro per gli azzurri, che si scoprono vulnerabili anche in difesa quando di fronte hanno chi varia il gioco e sa trovare le linee giuste per fare male.
TROPPO FORTI
L'Italia entra in campo forse già convinta di non poter reggere l'urto, e la Francia ne approfitta per mettere subito sotto pressione gli azzurri. Non c'è gara nella prima mezz'ora: complice anche il cartellino giallo a Garcia, i padroni di casa prendono agilmente il largo, marcando tre mete in 40' e chiudendo virtualmente il match. Tra gli azzurri non si vede gioco, ma anche i singoli hanno difficoltà a mettersi in evidenza e -almeno fino a metà secondo tempo- il solo Castrogiovanni sembra crederci e voler lottare in campo. Certo, di fronte c'è la migliore Francia degli ultimi anni. Ma non può bastare a giustificare i troppi errori commessi dagli azzurri, come sottolinea a fine partita anche Mallett. Nel finale si mettono in evidenza i nuovi entrati, sopra tutti Canavosio e Derbyshire, che danno un po' di vitalità agli azzurri e confezionano due mete, la prima concretizzata da Del Fava, che salvano almeno il punteggio, al momento fermo su un inesorabile 46-6. Ora si chiude con la trasferta gallese: un match sicuramente meno proibitivo, ma viste le capacità di giocare l'ovale dei trequarti britannici e la loro fantasia sarà importantissimo non commettere gli stessi errori difensivi di Parigi. Dopo domenica, bisogna voltare pagina in fretta.
IRLANDA IN CORSA
Certo è un'utopia, ma in casa irlandese almeno si può sognare fino alla fine. La netta vittoria sul Galles, infatti, mantiene O'Driscoll e compagni virtualmente in corsa per il titolo, anche se la Francia sembra oggettivamente irraggiungibile. A Croke Park l'Irlanda fatica solo un quarto d'ora. Poi, complice anche l'espulsione temporanea di Lee Byrne, prende subito il largo e non concede spazi al Galles, incapace questa volta di compiere i recuperi che ne avevano caratterizzato il torneo fino a ora. I Dragoni arrivano così a ottenere la terza sconfitta nel torneo e, fatta salva l'impresa con la Scozia (due mete in quattro minuti nel finale) non ha mai veramente rischiato di ottenere altri successi. Il rugby spumeggiante che Warren Gatland vuole imporre a tutti i costi non sta pagando, forse per la scelta degli uomini, o più probabilmente perché pur se spumeggiante il gioco gallese è poco vario, troppo pericoloso e dispendioso. L'Italia arriva così all'ultimo turno con la possibilità di fare il colpaccio a Cardiff: sarà una sfida dura, dove non ci si potrà permettere disattenzioni, e dove forse Mallett dovrebbe rischiare qualcosa per dare fame e voglia al XV azzurro. Ma il Galles visto a Dublino non è imbattibile, e il primo errore sarebbe crederlo.
BATTAGLIA A CALCUTTA
Si temeva potesse essere l'incontro meno spettacolare e, per chi ama il rugby champagne è stato proprio così. Scozia e Inghilterra hanno pareggiato 15-15: nessuna meta all'attivo, e una partita combattuta nei raggruppamenti e sul gioco al piede. La Scozia ha dominato il territorio e il possesso, ma come spesso capita non ha saputo concretizzare la mole di gioco e il lavoro svolto per portare a casa il risultato pieno. Di contro, invece, un'Inghilterra veramente brutta riesce a contenere i danni: colpisce quando ne ha l'occasione, e infine porta a casa un pareggio che può considerarsi una vittoria per Martin Johnson, sempre più in bilico sulla panchina biancocrociata. Wilkinson e compagni sono ora l'unico ostacolo sulla strada della Francia al Grande Slam, ma l'Inghilterra vista fino a ora in questo torneo non può far paura a Chabal e compagni. Tra una settimana scopriremo chi si sarà laureato campione: oggi siamo certi che non saranno gli inglesi, bravi a portare a casa due vittorie e un pareggio, ma ancora non convincenti in campo.
GRAN FINALE
Sabato prossimo si disputeranno tutti e tre i match dell'ultimo turno del Sei Nazioni 2010. Si parte con Galles-Italia, partita che può valere il quarto posto nel torneo, ma anche servire a evitare il cucchiaio di legno. Sarà poi la volta di Scozia-Irlanda, con gli ospiti che devono vincere largamente per restare in corsa per il trofeo e gli highlanders che devono vincere per non chiudere mestamente ultimi. Infine, la sfida che vale il titolo: Inghilterra e Francia di fronte, con i galletti che possono ottenere il primo Grande Slam dell'era Lievremont. Per Martin Johnson e compagni quella di sabato sarà la sfida dell'onore: fermare l'armata francese potrebbe risollevare un anno negativo per l'Inghilterra e il suo allenatore.
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