Indietro tutta
15/03/2010
Davide Camicioli
sport/rewind
Voti (13):
La trasmissione-must dei nostalgici Arboriani da seconda serata targati 1987 sbarca nella Serie A. E presta il titolo perfetto per il weekend: lingua fuori da una parte, rosa a pezzi dall’altra.
Che settimana. Da martedì sera alle 22 e 51 di domenica un susseguirsi di emozioni, delusioni, speranze riacquisite o abbandonate. Roba da uomini forti, vietata ai cardiopatici. O meglio, è bello pensarlo. Si è passati alle delusione e sberle europee alla riapertura di un campionato considerato forse troppo frettolosamente già acquisito. Anche dal sottoscritto.
PAROLA DI DIEGO
Martedi la Fiorentina supera 3 a 2 il Bayern, ma dice addio ai quarti di Champions. Questo anche a causa la maledetta direzione di Ovrebo all’andata, ma non solo per quella: i tedeschi non saranno molto più forti dei viola, ma di sicuro più accorti e furbi. In più -particolare forse non del tutto trescurabile- hanno anche gente come Robben e Ribery. Mercoledì da dimenticare soprattutto per i milanisti, e per il calcio italiano in generale: quelle quattro sberle subite a Manchester non sarà facile dimenticarle. Un Milan mai in gara, sovrastato tecnicamente, dinamicamente e mentalmente dagli uomini di Ferguson. Non ci sono scusanti per le assenze di Nesta e Antonini: Rooney ha fatto quello che ha voluto con i rossoneri, servendo sul piatto quattro reti in due gare. Persino il rossonerissimo Diego Abatantuono puntualizerebbe: “Scusssate se è poco…..”.
NON DIRE GATTO
Un giorno e mezzo di processi, valanghe di ipotesi, cambi ipotetici di panchine, e poi che ti capita? Che l’Inter lasci le penne a Catania. In TV, Renzo Arbore proponeva nel 1987 il suo happening ‘Indietro Tutta’: bene, io venerdì notte ho assistito al remake di quella gloriosa trasmissione. Sì, indietro tutta, perché improvvisamente non si è più parlato di Champions League, sono spariti gli amanti del calcio anglosassone, i fautori della costruzione di nuovi stadi hanno smesso di fantasticare e si è passati a ciarlare di corsa per lo scudetto, con tanto di revisione di quote per gli allibratori e tante -troppe- ipotesi e tabelle per la volata finale del campionato. Ma che strano. Poi venne la domenica. Pardon, venne prima l’altro anticipo: quello del sabato sera, dove il Napoli le ha buscate dalla Fiorentina grazie anche a una grossolana svista dell’arbitro Banti, che non ha concesso un clamoroso rigore ai partenopei per un fallo di Felipe su Lavezzi. Prandelli si era lamentato dei direttori di gara sette giorni prima. E adesso?
TRE PANFORTI COME DESSERT
Finalmente arriva la domenica. Pronti, via e la Juve scatta in pool position meglio di Alonso con la Ferrari, grazie a Del Piero che fa 300 e 301, e poi arrotonda con Candreva; la Roma gioca a ping pong con il Livorno e si porta sul tre a due; Palermo e Sampdoria sembrano attendere il Carpe Diem mentre Genoa e Cagliari giocano a tennis. Alle 16 e 50 una fredda e cruda constatazione: l’Inter può anche rallentare e perdere, tanto le altre non sono in grado di correre. Eh, sì: la Roma invece di portarsi a quattro punti dai neroblù si fa imporre il pari dal Lucarelli che nessuno si aspetta (che torni in lizza anche lui per il mondiale? Non si sa mai…). Nel frattempo, clamoroso non al Cibali, ma all’Olimpico di Torino: i ragazzi di Malesani, ultimi in graduatoria, rimontano tre-reti-tre, e per la prima volta nella loro storia pareggiano in casa della Juve. Le altre? Alti e bassi: il Palermo le busca un po’ a sorpresa dall’Udinese, la Sampdoria pareggia col Bologna -con i felsinei che segnano una rete viziata da un netto fuorigioco, e ci risiamo-; la Lazio continua a perdere come l’Atalanta. Per loro, la salvezza potrebbe trasformarsi in una vera chimera.
DULCIS IN FUNDO?
Il posticipo del Milan ha fatto impazzire i tifosi rossoneri. Di gioia? No, di rabbia. Un Milan brutto nella prima parte, con il Chievo che faceva ammattire Leonardo e Tassotti. Un Milan salvato anche dalla traversa, e incapace di impensierire Sorrentino. Poi Beckham si rompe, e si aggiunge alla lista dei Pato, Nesta, Bonera eccetera e dà l’addio al Mondiale: auguri, David. I pochi tifosi veneti a San Siro e i molti tifosi interisti davanti al video erano pronti a scommettere quantomeno su un pari dei gialloblù, e invece quel satanasso di un’ex interista Seedorf supplica quasi Leonardo di farlo entrare, e allo scadere t’inventa il gol che porta il Milan a meno uno dall’Inter. Nonostante la lista degli infortunati, tutte le perplessità del caso e le granitiche certezze di Mourinho.
E adesso? Indietro tutta, naturalmente.






Milan Campione