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L’uomo dell’ombrello

17/03/2010       Autore Davide Camicioli       sport/rewind-di-coppa     Voti (14):

A Stamford Bridge come nello spot TV: un attimo prima che piova, lui sorride al riparo. Giù il cappello davanti a Josè Mourinho, Davide Camicioli per primo.


L’uomo dell’ombrello


E’ ufficiale, e vale per tutti: di Speciale ce n’è uno solo, e i fatti l’hanno dimostrato ieri sera. A Londra va in scena lo spettacolo ‘Lezione Di Calcio Made In Mou’: tutti zitti, sale sul palco l’attore protagonista. Inter ai quarti, Carletto d’Inghilterra s’inchina e Mou (ri)trova la gloria. Ricordate la pubblicità TV dove prevedeva quando stava per piovere, e apriva l’ombrello qualche secondo prima che cadesse la prima goccia? Delitto perfetto in ogni minimo dettaglio, serata da incorniciare e raccontare ai posteri.

LIVIDI NERI, SCETTICI BLU

Ora anche i più scettici hanno capito perché l’allenatore nerazzurro si autodefinì ‘Special One’ al suo arrivo al Chelsea. Lo fece nella sua prima conferenza stampa a Londra, e lo ha ridimostrato proprio a Stamford Bridge davanti ai suoi ex tifosi nel ritorno degli ottavi di Champions, che si voleva difficilissima. E invece i neroblu hanno riempito di lividi i blues : gara perfetta, mentalità da grande, carattere e coraggio. Sì, perché ci vuole un bel coraggio nello schierare a Londra -con il vantaggio dell’andata- tre punte e un trequartista, attaccare e non avere paura, imporre il gioco e ripartire. L’Inter vince, anzi rivince contro il Chelsea, e manda un segnale a tutti: per Madrid ci siamo anche noi, anzi, soprattutto noi. E’ La Vittoria di Mourinho, tecnico e uomo più che intelligente che studia, lavora, prepara la gara nei minimi dettagli e ha il coraggio di rischiare e di volere sempre vincere. Lascia a casa Balotelli, gioca all’attacco, si fida delle sue idee e del suo gruppo. E macina vittorie. Torna in panchina dopo 3 turni di squalifica dove l’Inter ha raccolto 2 punti, e nella serata di gala indossa l’abito migliore. E fa capire che se tutti seguono le sue idee, le sue regole e la sua mentalità, i risultati si ottengono eccome. “Ho visionato la partita d’andata sette volte, e ho capito che dovevamo attaccarli. Loro giocano un calcio prevedibile, e allora mi sono detto: ‘Meglio che pensino anche a difendersi, invece che ad attaccare’”. Così parlò Mou a fine partita: è già storia. Con quella faccia da ragazzo divertito, con quella barba accennata e il capello sale e pepe spettinato. Sfrontato, a volte arrogante e irritante, ma autorevole e rivoluzionario.

CHI VISSE SPERANDO

L’ho criticato tante volte, e ora ne canto le lodi. Se le merita tutte, perché nella partita della vita ha fatto come i grandi giocatori di poker. Ha rischiato tutto e ha sbancato Stamford Bridge. Risultato stretto, questo 1 a 0: per le occasione avute, per il dominio a centrocampo e per il pressing sui portatori di palla. Tutti a bocca aperta, e tutti ad applaudire. Anche il Milan, che spererà anche nelle fatiche europee dei neroblu, ma che sotto sotto non può non sapere che contro questa Inter c’è poco da sperare. Il calcio ci ha insegnato che si può perdere uno scudetto per una monetina, una Champions scivolando sul dischetto del rigore o per un errore arbitrare, ma questa è l’Inter più forte degli ultimi 20 anni. E questo grazie soprattutto a Mourinho. Diciamo la verità: eravamo tutti pronti ad aprire i rubinetti e fare sgorgare chilometri d’inchiostro per processarlo in caso di eliminazione. Con la scelta di non convocare Balotelli per motivi disciplinari, il Mou si era preso il rischio di non avere quella fantasia che a volte è mancata là davanti. Lui invece ha scelto di dare un segnale forte a squadra e società: si fa come dico io, o seguite me o siete fuori.  Messaggio chiaro e recepito. Roba da gente coraggiosa, che non chiude un occhio e non fa una carezza al figlio talentuoso che non rispetta le regole. Adesso l’Inter è finalmente un gruppo che vince anche in Europa, trascina l’Italia calcistica e spezza il dominio inglese. Dici poco. Dall’altra parte invece delude Ancelotti, che al di là delle assenze (Essien su tutti) non ha saputo dare quella necessaria sferzata di energia al Chelsea nei 90’ decisivi. Squadra fisica che gioca con lo stesso passo e non accellera mai, che si affida ai singoli e ha una manovra compassata e prevedibile. Mou l’ha studiata bene: l’ha imbrigliata e battuta 2 volte su 2. Ora sotto a chi tocca: l’onore italiano è salvo.

PENNA E CALAMAIO

Conclusione. Caro Mou, certi tuoi atteggiamenti non mi sono piaciuti, e ora non voglio certo salire sul carro dei vincitori. Vorrei solo che ti affezionassi un po’ di più a questo paese che si nutre di calcio più degli inglesi e degli spagnoli. Siamo un po’ permalosi, restii a farci insegnare le cose e a imparare lezioni. Siamo così forse perché siamo i campioni del mondo, e ci consideriamo i più bravi e i più furbi. Ma questa volta anche noi abbiamo imparato una lezione: non sei solo il migliore comunicatore del pianeta calcistico, ma soprattutto un grande allenatore.
Lo Special One. Hai ragione tu.

Commenti: (7)

salta carletto

Inviato da sergio65 il 13:13
devo dire che ancelotti non mi ha deluso,in tutte le volte che durante la partita è stato inquadrato l'ho visto in 2 pose:una (quella della foto del post)con le mani in tasca,l'altra a far 2 chiacchiere con wilkins(senza offesa ma mi sembrava un tipo appena uscito dall'osteria)
eppure "carletto,tu sai cosa devi fare" il franco ordine te l'aveva appena detto...

Special One

Inviato da Lapo Masiero il 13:18
Più che un match un Manifesto.

Che silenzio

Inviato da tommy il 16:09
Dove sono finiti tutti,da Ordine a Franco Rossi?Lo diceva Francesco Nuti,"mamma che silenzio c'è stasera".Spera,spera nello scudetto Ciccio,che anche Leonardo sa cosa fare...

Eh sì.

Inviato da glezos il 16:34
Il silenzio rimbomba in modo assordante. E ovviamente adesso incomincia la saga dei "Io l'avevo detto, se vi ricordate bene". Collovati è stato il primo, battendo sul filo di lana un Nando Sanvito mai così annaspante. Poi in scia tutti gli altri, tranne un Riccardo Signori che ha sentenziato che l'Inter "non ha giocato bene, ma è il risultato che conta". Chissà le risate che si sta facendo il buon Josè: lui sì che si sta divertendo un mondo.

Carletto in coma

Inviato da mottavisconti5 il 17:23
Che spettacolo triste Ancelotti,sembrava davvero uno che aveva appena bevuto.Non ci ha capito niente per 90 minuti.Se li ricorderà per tanto tempo.Chissà se Abramovich è contento di essere uscito agli ottavi dopo anni:con Ancelotti,questo ed altro.

Che gusto.

Inviato da biancorossa il 01:12
Che gusto sopraffino vederli tutti in tv masticare verde con un fegato così. Non mi sono mai divertita tanto: grazie di esistere, servi. Mourinho tutta la vita, sempre e comunque, per sempre all'Inter!!!!!!!!!!!!

Uno strano tipo

Inviato da chinonsalta il 01:32
Ciao Bianca.Ehi,che strano personaggio che sei,Davide.Vediamo cosa ci racconti al primo pareggio del Mou.Aspettiamo fiduciosi il tuo dietrofront.